ITALIAN BIG BAND DIR. MARCO RENZI
BIOGRAFIA
L’Italian Big Band è stata fondata nel 1993 da Marco Renzi che ne è il direttore stabile. Riunisce professori dei più importanti Conservatori Statali di Musica, allineando il classico organico dell’orchestra jazz: cinque trombe, cinque tromboni, cinque sassofoni, pianoforte, chitarra, contrabbasso e batteria. Nel suo repertorio, molto vario e per alcuni versi inusuale, accosta autori di estrazione jazzistica, accademica e leggera, quali ad esempio Duke Ellington, George Gershwin, Glenn Miller, Cole Porter, Count Basie, Tito Puente, Perez Prado, Chic Corea, Nino Rota, Carlo Trovajoli, Giovanni D’Anzi, Gorni Kramer, Carlo Alberto Rossi, Domenico Modugno, Bruno Martino, Lucio Battisti. Come si vede, autori ben noti ed amati dal pubblico, selezionati con attenzione e affrontati con particolare cura interpretativa, utilizzando arrangiamenti originali e trascrivendo partiture mai edite le da incisioni storiche.
Quella dell’Italian Big Band è a tutti gli effetti una delicata operazione culturale il cui obiettivo principale è far conoscere e rivalutare la big band quale organico dotato di una propria tradizione, forte di una letteratura musicale ricca di grandi capolavori. La valorizzazione della big band, in Italia non avviene ancora in modo adeguato, nonostante l’esistenza di alcune orchestre con tale strumentario; esse, infatti, sono dedite soprattutto all’esecuzione di nuove produzioni più che per reillustrare la parte più consistente del repertorio classico. L’organico della big band, con il suo peculiare impasto, (assenza di archi e predominio degli ottoni), consente inoltre di apprezzare le qualità musicali dei suoi elementi come il virtuosismo solistico e d’assieme, la capacità improvvisativa, la duttilità interpretativa, offrendo l’opportunità di ascoltare musica di alto livello qualitativo in esecuzioni di grande impatto. Nessuno poi, si è posto l’obiettivo di mantenere viva la tradizione italiana della big band, che vanta pagine e autori memorabili.
Tutti gli elementi dell’Italian Big Band vantano un elevato tasso tecnico ed esperienze in questo genere, con importanti attività orchestrali e solistiche. Dal 1994, anno in cui l’Italian Big Band si è costituita, ha partecipato a trasmissioni televisive tra cui citiamo 'Seconda Serata' su Raiuno, Domenica In…, Telethon, Uno mattina, Concerto con Renzo Arbore per Rai International. Dall’Ottobre ‘95 a Giugno ‘96 la band è stata ospite fissa della trasmissione radiofonica “Che Domenica ragazzi”, in onda ogni Domenica alle ore 10.00 su Radiodue. Dal 1° Luglio 96 ha partecipato per trenta puntate al programma itinerante in diretta radiofonica di Radiodue 'Viva la radio'. E’ stata la prima big band a svolgere ben due tournèe negli Emirati Arabi Uniti su invito dell’Ambasciata d’Italia, riscuotendo grande successo. Dall’anno ’96 al ‘98 è stata ospite fissa della trasmissione radiofonica 'Stasera a Via Asiago 10' in onda su Radiodue e curata da Umberto Broccoli. L’Italian Big Band ha inciso tre CD per l’etichetta Fonè ( CD003, CD007, Top Audio Selection Vol.2 ), mentre sono in uscita due nuovi CD (di cui uno live), con nuovi brani.
PROGETTI
DUKE ELLINGTON E COUNT BASIE
E' praticamente impossibile, per una big band, non avere in repertorio dei brani di Duke Ellington e di Count Basie, due inarrivabili capiorchestra e, ovviamente, due compositori. il Duca e il Conte, allora, come due figure cardini della letteratura musicale afroamericana per la loro capacità dì far progredire un linguaggio a suo modo complesso e vario come quello della musica jazz. Ellington è stato un grande compositore, una fra le figure di maggior rilievo della cultura musicale non solo afroamericana del Ventesimo secolo. Protagonista della scena jazzistica sin dagli anni Venti, ha saputo dare un inconfondibile impulso anche al movimento della Black Reinassance che, sino agli anni precedenti la Seconda guerra mondiale, sembrò poter finalmente riconoscere il ruolo della comunità di colore nella vita culturale americana. Ellington s'impose subito per uno stile compositivo personale che, pur essendosi evoluto nel corso della sua vita, non ha mai risentito l'influenza delle mode o degli stili che pur si susseguivano nello stesso mondo del jazz. Count Basie è stato invece definito 'la macchina da swing', per il linguaggio dinamico e scoppiettante della sua orchestra, sempre pronta a passare da morbide sonorità a trascinanti esplosioni sonore. Un personaggio a suo modo innovativo, dunque e non a caso le file della sua orchestra hanno ospitato alcuni dei solisti di maggiore rilievo del jazz moderno. Il programma dedicato a questi due musicisti intende presentare l'Ellington delle suite, immaginifici affreschi grondanti di cultura neroamericana e il Basie dello swing più dinamico e graffiante anche attraverso l'impiego di due ospiti che costituiscono un preciso motivo di orgoglio per il jazz italiano: il sassofonista Gianni Basso e A trombettista Emilio Soana.
OMAGGIO A KRAMER, DANZI, NATALINO OTTO E BRUNO MARTINO
Il jazz è ormai diventato un, linguaggio musicale universale e anche i grandi autori delle canzoni americane d'un tempo, da Gershwin a Porter, da Kern a Berlin, sono noti e conosciuti al grande pubblico. C'è tuttavia una tradizione musicale tutta italiana che, per alcuni aspetti, col jazz è addirittura imparentata e che però non sempre viene celebrata come meriterebbe e, soprattutto, portata a conoscenza del pubblico delle nuove generazioni, E' la tradizione di quella musica che, durante il ventennio fascista, si soleva definire sincopata e che trovò uno dei suoi maggiori campioni in un compositore, solista e caporchestra come Gorni Kramer e in un cantante dallo swing bruciante come Natalino Otto. La loro musica, le loro interpretazioni, sono dei capisaldi nell'ambito della storia della cosiddetta musica leggera d'akit0re italiana, al pari delle canzoni di D'Anzi e di Bruno Martino, due autori indubbiamente lontani per stili e generazioni, ma al contempo vicini, per la loro capacità di inserirsi autorevolmente in un filone che, per molti aspetti, non ha nulla da invidiare a quello degli chansonier francesi. Doveroso, quindi, da parte dell'Italian Big Band, un'orchestra, nata proprio per rileggere in chiave jazzistica i maggiori gioielli della musica italiana, articolare un progetto dedicato a questi personaggi. E altrettanto doveroso farlo coinvolgendo solisti dì rango, veri e propri specialisti del genere, a cominciare da Gianni Coscia, il massimo virtuoso italiano della fisarmonica, per arrivare a un indimenticato protagonista della canzone italiana degli Anni '50 e 60 quale Nicola Arigliano o a un suo più giovane collega quale Larry Franco, considerato dalla critica di settore come uno dei maggiori specialisti del repertorio vocale di Natalino Otto.
SERATA GERSHWIN
Compositore caro al mondo accademico quanto a quello del jazz, George Gershwin è senza dubbio il personaggio che incarna meglio di chiunque altro la vera anima della musica americana nei primi decenni dei Novecento. Le sue composizioni per cosi dire 'serie' le canzoni tratte dai musical di maggiore successo ci offrono infatti uno spaccato assolutamente esauriente del costume e dello spirito della società americana di quegli anni, ma al contempo., per la loro straordinaria efficacia, sono capaci di parlare a un pubblico che non conosce distinzioni di estrazione culturale e generazione. L'omaggio a George Gershwin si propone di presentare due fra le sue più note composizioni a cominciare dalla celeberrima Rapsodia in Blue, forse la sua pagina più nota a livello mondiale. In questo caso però non verrebbe eseguita la più nota versione sinfonica, per intenderci quella che si ascolta nelle sale da concerto e nella maggior parte delle incisioni discografiche, bensì la rara edizione per pianoforte solista e jazz band che, indubbiamente esalta in maniera più decisa lo spirito della composizione. Solista al pianoforte, il celeberrimo Aldo Ciccolini, forse il maggior pianista italiano vivente. Napoletano di nascita, ma ormai da lunghissimo tempo residente a Parigi, dove ha ricevuto numerosissimi riconoscimenti sia per le sue incisioni di musica francese - della quale viene considerato il maggiore specialista mondiale - sia per l'instancabile attività didattica, Ciccolini rieseguirà Gershwin dopo ben 25 anni: un piccolo evento che farà parlare di sé. Nella seconda parte della serata, quindi, verrà eseguita una suite tratta dalla celeberrima 'Porgie and Bess', l'opera lirica dedicata da Gershwin al mondo dei neri d'America e ispirata al romanzo di DuBose Hayward. Solista nella suite la vocalist afroamericana Joy Garrison, nota al grande pubblico sia per la sua intensa attività concertistica, sia per le numerose apparizioni televisive.
LINO PATRUNO JAZZ SHOW
A che punto sarebbe la conoscenza del jazz in Italia senza l'instancabile opera di divulgazione svolta da Lino Patruno Musicista, consulente cinematografico, produttore di documentari televisivi, ma anche apprezzatissimo cabarettista lo ricordiamo nel trio milanese de 'I gufi' con Nanni Svampa Patruno è in un certo senso un instancabile paladino del jazz classico, ovvero di quel genere venutosi a sviluppare intorno agli anni Venti e rimasto in voga sino all'avvento del bebop, lo stile rivoluzionario che, negli anni, Quaranta, dette l'avvio all'avventura del jazz moderno. 'Milan College Jazz Society', 'Lino Patruno Jazz Gang' sono soltanto due delle numerose formazioni promosse da Patruno milanese di adozione, ma calabrese di origine per eseguire un repertorio che professa quasi come una fede profonda e inattaccabile. Una fede, per proseguire nella metafora, che lo ha portato a tenere concerti e a incidere dischi con alcuni fra i più grandi protagonisti di quell'epoca eroica del jazz, dal violinista italoamericano Joe Venuti ai trombettisti Jimmy McPartland e Wild Bill Davison. Questo programma avrà per protagonista assoluto Lino Patruno e la sua jazz band con alcuni ospiti di tutto rilievo, fra i quali i clarinettisti Hengel Gualdi e Gianni Sainjust, per un tuffo nel jazz più popolare e più amato dal grande pubblico.
OMAGGIO ALLA MUSICA LATINA
La musica di questi ultìmi anni, quella che più facilmente si ascolta per radio, in televisione, nei locali dal vivo e nei dischi, è quasi tutta imparentata con la musica dell'America latina e, ancor più in particolare, con quella caraibica. Una relazione 'parentale' dalla discendenza nobile, ma che non sempre è conosciuta dal grande pubblico, incline ad accostarsi solo alle filiazioni più recenti. Ecco allora un'occasione per proporre i classici di quella musica latina che giunse innanzitutto negli Stati Uniti verso la fine dell'Ottocento meticciandosi cori le altre culture della 'giovane' America, conoscendo un primo momento di grande popolarità nella metà degli Anni 140 per poi esplodere nel decennio successivo. E' la musica di Mario Bauza e Machito, di Perez Prado e Tito Puente, il mambo e il cha cha cha, così come l'ha raccontata un film rapidamente diventato di culto quale 'Mambo Kings', interpretato da Andy Garcia. Il progetto prevede l'allestimento dei titoli più classici del repertorio latino caraibico con l'inserimento di due fra i migliori solisti del nuovo jazz italiano: il sassofonista Stefano Dì Battista e il trombettista Flavio Boltro. due artisti dalla levatura. ormai internazionale che oltre a risiedere a Parigi, sono entrambi sotto contratto con la Blue Note, una fra le più prestigiose etichette discografiche nella storia del jazz.
MUSICHE DA FILM
Ecco un genere musicale che è squisitamente figlio del Ventesimo secolo. Nata inizialmente di commento alle proiezioni quando il cinema non conosceva ancora il sonoro, la musica da film discende in un certo qual senso da quella che, fra gli Anni '20 e '30, compositori della levatura di Irving Berlin, Jerome Kern, Cole Porter e George Gershwin scrivevano per gli editori di Tin Pan Alley, la strada dove nascevano i principali musical dì Broadway. Ma dagli anni '50 in poi il ruolo della cosiddetta colonna sonora ha acquistato un'importanza sempre maggiore nella storia del cinema, divenendo spesso prerogativa dì veri e propri specialisti. E due di questi 'specialisti', appunto, sono italiani. Nino Rota ed Ennio Morricone, due compositori 'prestati' al cinema e autori di colonne sonore memorabili per film diretti da grandi maestri quali Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Federico Fellini, Sergio Leone, ma anche King Vidor, Francis Ford Coppola e Oliver Stone. Il programma dedicato alle musiche da film intende dedicare una parte a questi due grandi autori e un'altra, invece, all'altro versante dell'Oceano, autorevolmente rappresentato da personaggi quali Bacharach, Williams o Vangelis, a loro volta autori di memorabili soundtrack hollywoodiani. Voce solista di questa serata cinematografica, la cantante italiana Rita Forte, personaggio di estrema popolarità grazie a una fortunata serie di apparizioni. televisive, ma al contempo artista dalla solida preparazione.
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